RIFUGIO BATTISTI - Lama Lite di Ligonchio - RE

( 1765 s.l.m. )

Il Rifugio


Facciata del Battisti

Il Rifugio Cesare Battisti si trova in località Lama Lite, a quota 1765 m s.l.m., ed è servito dalla strada forestale che collega Civago con Ligonchio.
L’accesso al rifugio è esclusivamente pedonale per i normali frequentatori che percorrono i numerosi sentieri che salgono da Febbio, Civago, Ligonchio e dalla Toscana.
L’edificio è composto da due corpi principali, a due piani, disposti in direzione nord/est – sud/ovest (corpo storico) e nord – sud (corpo ampliato), collegati da un terzo corpo centrale, a un piano, con funzione di atrio di ingresso e blocco servizi, un locale invernale ed un locale legnaia.
Il rifugio conta 43 posti letto in camere con letti a castello. E' dotato di n° 3 locali WC interni, di cui uno con doccia, nell’edificio storico; due locali WC, di cui uno per disabili e uno con doccia, nell’ampliamento; è attrezzato con cucina nel corpo storico. Il corpo storico è in grado di funzionare autonomamente per garantire il servizio di alloggio nel periodo invernale.Rifugio Battisti immerso nella neve Le sale da pranzo sono due: una nel corpo storico, con capienza di circa 35 posti a sedere, ed una seconda nel corpo ampliato, con capienza di circa 30 posti a sedere.
La fornitura di acqua è servita da due fonti: una situata a quota superiore al rifugio, dalla quale l’acqua discende per caduta ed una situata a quota inferiore, dalla quale l’acqua viene sollevata per pompaggio.
L’acqua è accumulata in un serbatoio interno collocato al primo piano dell’edificio storico. L’energia elettrica è assicurata da un impianto fotovoltaico. Il rifornimento gas alla cucina è effettuato mediante impianto a GPL. Il riscaldamento è garantito da tre stufe a legna.
Il rifugio è dotato di un telefono con ponte radio, alimentato da un pannello fotovoltaico.
Inoltre, il Rifugio Battisti è dotato di locale invernale, sempre aperto, con 8 posti letto, situato in locale adiacente al corpo storico.


Estate al Battisti


Attività estate 2017Attività estate 2017

Sabato 8 luglio    Reading Teatrale LM 15 - Storia di un lupo che finirà in Francia più di 1000 km dopo
Sabato 29 luglio    Concerto - Bassapadana
Sabato 5 agosto    Concerto - Tafel Musik
Domenica 6 agosto    Concerto Alba sul Cusna - Francesco Benozzo, concerto di arpa celtica
Sabato 12 agosto    Concerto - Duo Calanca - Lipparini
Sabato 19 agosto    Concerto - Gianmaria Simon
Sabato 26 agosto    Concerto - Poor Boys
Sabato 2 settembre    Concerto - La Grande Corsa
Sabato 9 settembre    Divulgazione Chi ha paura del lupo? Serata di studio sul lupo a cura di Wolf Appennine Center


Storia del Battisti

a cura di Iglis Baldi

“Qui il silenzio dell’aurora dura tutto il dì, piacciati di ristare in questo loco”, questa frase è riportata su un pannello a fianco dell’ingresso del Rifugio Battisti ed è la stessa che si trovava sul muro del vecchio rifugio distrutto dalla guerra. La Sezione Cai di Reggio Emilia, che ne è la proprietaria, ha voluto celebrare nel 2015, i novant’anni di vita di quella prima costruzione, portando alle stampe un libro che narra le vicende di quella epica impresa. Il Battisti attuale è ubicato nello stesso luogo, dove era sorto, in località Lama Lite del comune di Ligonchio a mt. 1761 s.l.m.
Nei giorni 12 e 13 luglio del 1924 durante una escursione sul Monte Cusna alla quale parteciparono ben 75 soci della sezione reggiana dell’U.O.E.I. (Unione Operaia Escursionisti Italiani) maturò nei gitanti l’idea di costruire un rifugio nella zona. Il 16 luglio 1924, dietro sollecitazioni di Pietro Montasini, impiegato di banca, il consiglio direttivo del sodalizio, approvò all’unanimità l’idea di costruirlo proprio nella zona di Lama Lite, un “miracolo” per l’epoca. Tra le varie forme escogitate per reperire fondi la U.O.E.I. provvide ad emettere anche un caratteristico francobollo chiudi-lettera del valore di 50 centesimi che lanciò sul mercato con lo slogan “un francobollo per un mattone”.Primo Battisti Avevo letto su una vecchia rivista, nata nei primi del novecento “La Provincia Reggiana”, diversi articoli di Pietro Montasini sulla nostra montagna, e in particolare di un libro che narrava l’epopea della costruzione del Rifugio Battisti. Dopo tante vane ricerche in diverse librerie lo scovai proprio nel luogo ove era più logico che fosse: la biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. Da allora nacque in me l’idea di riprodurre il volume per poter far conoscere ai soci del Cai e agli appassionati di montagna e di storia, un avvenimento importante che all’epoca coinvolse tanti uomini di “buona volontà” e che pose le basi per quel Rifugio che oggi è senza dubbio il fiore all’occhiello della sezione Cai di Reggio Emilia.
Scriveva Montasini “Un Rifugio deve essere utile al maggior numero possibile di persone; … deve sorgere dove il bisogno è più sentito, dove le comodità oggi esistenti sono minori; dove i pericoli sono più frequenti”, ed ancora “L’U.O.E.I. non volle fare una meschina questione di campanile, ma volle invece mettere il suo Rifugio là dove esso poteva essere realmente utile. Che importava se gli alpinisti toscani erano favoriti da una iniziativa prettamente emiliana? Era forse un male affratellare le popolazioni di due regioni, figlie della stessa terra?”. Come non provare ammirazione per un tale modo di pensare che incarna anche gli ideali più profondi del nostro Cai. Era il 20 settembre del 1925 quando, quasi a tempo di record, alla presenza di una folla di alpinisti, valutati in circa 120 persone, il nuovo rifugio dedicato al martire trentino Cesare Battisti, poteva dirsi inaugurato, anche se mancavano ancora alcune “finiture”.
Il 16 dicembre del 1926 la U.O.E.I. si trasformò in A.R.D.E. (Associazione Reggiana Dopolavoro Escursionisti) e successivamente nel 1933, venne di fatto sciolta, passando sotto l’egida dell’O.N.D. provinciale (Opera Nazionale Dopolavoro) essendo ritenuta colpevole di non allinearsi con lo spirito fascista. Il patrimonio dell’A.R.D.E. passò quindi all’O.N.D. la quale però non poté vantare alcun diritto di proprietà sul Battisti, in quanto già dal 1927, grazie ad un tempismo “storico” e ad un buon fiuto, l’allora Sezione Cai dell’Enza acquistò il rifugio, direttamente dall’U.O.E.I., per un importo di £ 3000, da corrispondersi entro il 31 marzo 1927 e con l’impegno, da parte del Cai, di completare le opere di finitura mancanti per un importo di £ 4000 entro la fine dello stesso anno, e di ampliarlo entro la fine del 1930. I patti furono rispettati.
Nel 1933, quando la sede centrale del Cai prese atto dello scioglimento della sezione dell’Enza, il Battisti, ubicato all’interno dei confini della provincia reggiana, rimase di proprietà della sezione di Reggio Emilia, la quale continuò a gestirlo, fino a che non fu completamente distrutto dai tedeschi tra l’8 e il 9 di agosto del 1944 per impedire ai partigiani di servirsene.
Trascorsi gli anni difficili della guerra, la vita tornò a normalizzarsi, e di conseguenza anche il Cai riprese la sua attività. Il pensiero fisso dei dirigenti caini, però, rimaneva sempre la ricostruzione del Battisti, ma ciò non era di facile soluzione: il reperimento dei fondi appariva un fatto insormontabile per quei tempi. Rifugio Battisti in costruzioneSi dovette aspettare il 28 febbraio 1968, allorquando il consiglio sezionale reggiano deliberò “senza indugi” la riedificazione del Battisti, anche se comunque mancavano i soldi; la decisione adottata ebbe però il merito di suscitare un gran fermento negli ambienti alpinistici, e un certo interesse nei vari strati della popolazione tanto che le amministrazioni, in primis la provincia, si fecero promotori di cospicue offerte. I dirigenti del Cai non stettero a perder tempo e il 6 agosto 1968, sotto un cielo piovigginoso, si diede avvio ai lavori. Nel frattempo l’avv. Mario Cavallini, presidente sezionale, si era trasformato in “frate cercone” (un bonario termine che si era dato lui stesso), dandosi un gran daffare presso le banche locali e promovendo, tra l’altro, una sottoscrizione fra i soci che in pochi mesi raggiunse la ragguardevole cifra di 1.388.000 lire. Il prof. Bruno Borghi, che aveva curato il progetto edilizio, per due anni rinunciò alle sue ferie, per essere presente a Lama Lite a coordinare i lavori e, grazie al suo entusiasmo, alla sua abnegazione e non ultimo al suo attaccamento verso il Cai, il nuovo “Battisti” fu inaugurato il 19 luglio del 1970.Rifugio Battisti in costruzione 2
Da tutte le vallate, da Febbio, dall’Abetina, dalla Val d’Ozola, gli alpinisti salirono a Lama Lite: fu un giorno storico di intensa commozione e di ammirazione per tutti coloro che con immensi sacrifici contribuirono alla ricostruzione. Allorquando il presidente Cavallini volle accanto a sé il prof. Borghi, il principale artefice dell’opera, per consegnargli una medaglia d’oro, che la sezione aveva deliberato di offrirgli quale sensibile atto di riconoscenza e gratitudine, fu il momento più vibrante della manifestazione.
Nel 1985 si provvide ad eseguire lavori di allargamento dell’ingresso e del cortile antistante, con la realizzazione di un imponente muro di sostegno che, oltre a dare l’impressione di avvolgere e proteggere il rifugio stesso, serve da comoda panchina per ammirare il panorama dei monti circostanti. Nel 1995 si decise di costruire il nuovo bivacco invernale, a lato del rifugio, che poteva contenere fino a 8 posti letto, oltre all’armadio per il materiale del soccorso alpino. Grande artefice di queste ultime opere fu Romano Ferrari, per anni responsabile e nuova anima del Battisti.
Rifugio Battisti in costruzione 3Nel frattempo la frequentazione della montagna raggiunse punte impensabili e il Battisti doveva necessariamente adeguarsi ai tempi e la sezione di Reggio, con il presidente Gianni Riccò Panciroli in testa, diede il via ai primi di luglio del 2005 ai lavori di ampliamento che di fatto quasi raddoppiarono la struttura senza stravolgere ciò che era stato concepito da Borghi e da Ferrari.
Citerei le parole dell’arch. Livio Montanari, progettista dell’intervento, che ben si adattano alla descrizione dell’opera: “La costruzione ha modellato il paesaggio venendone essa stessa modellata, diventandone parte integrante”.
Una splendida giornata di sole e la bellezza del Cusna e del Prado hanno fatto da cornice domenica 1 luglio del 2007 all’inaugurazione della nuova ala del “Cesare Battisti”; oltre quattrocento escursionisti, sono intervenuti alla grande festa, numerose anche le autorità, che hanno voluto essere vicine al Cai in una giornata così importante: il prefetto di Reggio Emilia Bruno Pezzuto, il sindaco di Ligonchio Ilio Franchi, il vicepresidente nazionale del Cai Francesco Bianchi, il presidente del Parco Nazionale senatore Fausto Giovanelli e la presidente della Provincia Sonia Masini.
Negli ultimi anni sotto la presidenza di Iglis Baldi e Massimo Bizzarri sono stati portati a termine importanti lavori relativi all’impiantistica, alla sicurezza ai fini antincendio, al rifacimento della copertura della parte vecchia e ad un nuovo impianto fotovoltaico; oggi il Rifugio può disporre di 39 posti letto oltre all’alloggio per il custode. Restano ancora diverse cose da fare ma il Cai reggiano non lascerà nulla di intentato.
Bruno Borghi il “padre” del Battisti scrisse in una intervista rilasciata al CUSNA i giorni precedenti l’inaugurazione del 2007, proprio in riferimento a quella scritta “incisa” sul primo rifugio “Mi piacerebbe che anche negli anni a venire fosse piacevole restarsene al Battisti ad ascoltare il silenzio”.
E’ un silenzio che si comincia a percepire già da quando scavalchi il crinale della catena del Cusna e scorgi in lontananza il Battisti con le sue finestre bianche e rosse … e non vedi l’ora di arrivare per godere della sua “quiete” e della sua “storia”.

SOGGIORNARE


Soci CaiAdultiDa 6 a 10 anniDa 11 a 15 anni
36 Euro46 Euro25 Euro30 Euro
Obbligo di sacco a pelo o lenzuola o sacco letto
Tel. Rifugio 0522 897497
Cell. Gestore 348 5954241
info@rifugio-battisti.it


Apertura

Cartello Rifugio Battisti aperto

Siamo aperti tutti i week-end*
Inoltre:
- Nel 2017 apertura* continuativa dal terzo week-end di Giugno al terzo week-end di Settembre
- Apertura* durante le festività natalizie, di fine anno e pasquali
- Apertura* nei giorni feriali su richiesta di gruppi, la cui prenotazione dovrà avvenire almeno con una settimana di anticipo

*L’apertura del rifugio ( in qualsiasi periodo ) resta subordinata alla verifica ed esistenza delle condizioni minime di sicurezza per l’accesso del gestore e della clientela.

Vieni al Battisti

Regione Emilia Romagna... dall' EMILIA ROMAGNA
Uscire al casello di Reggio Emilia dell’A1 e seguire le indicazioni per il Passo del Cerreto, sulla statale 63.
A Felina, svoltando sulla destra, seguire le indicazioni per Villa Minozzo e Febbio.
Una volta arrivati a Villa continuare a seguire le indicazioni per Civago.Arrivati al bivio di Case Balocchi è necessario decidere da quale sentiero salire.
Sentiero CAI 631Comodo sentiero che permette di raggiungere il Battisti in solo 50 minuti di piacevole camminata
Arrivare a Civago e seguire le indicazioni per Case Cattalini ( deviazione sulla destra ).
Proseguire sulla strada che da asfaltata diventa sterrata ma su fondo buono. Questa strada forestale, lunga 8 km, è percorribile fino all’ampio parcheggio in prossimità della sbarra di Rio Lama. Lasciata l’auto si continua sulla strada forestale a piedi e, sempre seguendo la sterrata, si arriva in meno di un’ora a Lama Lite e da qui in cinque minuti al Rifugio Battisti.
Sentiero CAI 605Partenza da Civago
Dalla località Case di Civago, dove passate le ultime case, si prende una sterrata e si parcheggia l’auto alla fine di questa. Il sentiero ben segnato con saliscendi su fondo stabile costeggia il corso del torrente Dolo e passa anche una sorgente e alcune case diroccate per arrivare al primo dei due ponticelli sul sempre limpido Dolo. Passato il secondo ponte, comincia lo strappo più duro che con dei tornanti su sentiero porta al Rifugio Segheria.
Si riprende il sentiero che parte da dietro l’edificio principale e inoltratisi nella fresca abetaia denominata Abetina Reale si risale l’alta valle del Dolo su una strada di sassi che affianca sempre il torrente e un piccolo laghetto artificiale, assolutamente vietato fare il bagno! Dopo gli ultimi strappi, la foresta finisce e ci si ritrova su prati aperti sotto la mole del monte Prado. Le ultime svolte portano al Lama Lite e da qui in pochi minuti al Rifugio Battisti (3 ore da Civago).
Questa escursione è consigliabile nelle giornate particolarmente torride in quanto si snoda sempre nel bosco ed è ricca d’acqua. Un po’ più lunga di quella proposta da Febbio ma piacevole e interessante ugualmente e sicuramente meno ripida…
Sentiero CAI 615Partenza da Febbio
Arrivati con l’auto in località sciistica Febbio Rescadore, si lascia il bar delle piste sulla destra e si prosegue sempre dritto lungo una strada che ben presto diventa sterrata e in dieci minuti porta alla sbarra di Pian Vallese dove si parcheggia.
Se si desidera fare qualche passo in più, si può lasciare l’auto nel parcheggio di Febbio.
Il sentiero è comunque segnato e la fetta di torta al rifugio sarà più che meritato. Da Pian Vallese si seguono i bolli bianchi rossi che si inoltrano nel bosco e superati alcuni stappi più o meno ripidi si arriva nella grande valle glaciale del Passone in prossimità di una sorgente dove si può bere prima di iniziare l’ultimo tratto in pendenza accentuata e tutta su grande prato puntando l’evidente croce che si trova in cresta. Arrivati al Passone (dove c’è sempre vento) seguendo le varie tracce che portano verso sud si arriva in pochi minuti a Lama Lite e da qui al Rifugio Battisti (2 ore da Febbio)Questo sentiero d’accesso è il più ripido ma paesaggisticamente parlando è il più interessante sia per il luoghi che si passano sia perché ricorda sentieri ben più alpini… Rimane tuttavia un sentiero che in caso di pioggia o neve rimasta è da fare con passo attento per non scivolare, specialmente sull’ultimo tratto su pietrame!
Sentiero CAI 635Partenza da Ligonchio
Arrivati a Ligonchio procede in auto fino a località Tarlanda dove si lascia l’auto e comincia il Sentiero CAI 635. Si risale su fondo sterrato ben segnato e dopo qualche svolta si mette piede su uno stretto sentiero che ricalca il tracciato della vecchia ferrovia che portava materiale da Ligonchio alla Presa alta (Deucaville). Il sentiero presenta qualche tratto esposto ma comunque rimane sempre abbastanza agevole. Arrivati al bacino artificiale della Presa Alta ci sono due possibilità: o si segue la strada forestale fino a località Il Forcone e da qui con un deciso strappo fino al Battisti (2.30 ore da Presa Alta) o si segue il sentiero 633 che porta sul crinale e porta comunque al Rifugio Battisti. Quest’ultimo risulta sicuramente il più bello!Arrivati in cresta su grandi prati, si supera il Lago del Capriolo e si arriva al Passo di Romecchio (oratorio).Da qui tenere sempre il filo di cresta e con un deciso strappo arrivare al monte Castellino, caratterizzato dalla cima pietrosa, e sempre seguendo la cresta con bellissimi panorami sul Cusna e sulle Apuane arrivare alla sella del monte Prado. Da qui si comincia a scendere in direzione dell’evidente Lago della Bargetana, di origine glaciale e oltrepassato ci si ritrova sulla strada forestale che imboccata sulla destra in pochi minuti conduce a Lama Lite e al Rifugio Battisti. (ore 3,30 da Ligonchio). Questa escursione è senza dubbio la più lunga tra quelle proposte per arrivare al Rifugio Battisti e non deve essere sottovalutata. Tuttavia con un po’ di allenamento si può percorrere un giro meraviglioso con panorama sempre mutevole e mai monotono, assolutamente da non perdere.
Regione Toscana... dalla TOSCANA
Il paese più comodo da dove iniziare l’escursione è Casone di Profecchia raggiungibile dalla strada che porta al Passo delle Forbici, e da qui seguire l’itinerario 4.
Sentiero CAI 635Partenza da Casone di Profecchia
Lasciata l’auto nel paese il Sentiero CAI 54 si trova subito sulla sinistra e comincia a salire intersecando anche una strada forestale che porta al ricovero monte Cella e da qui con un ultimo strappo al passo di Bocca di Massa. Da qui il panorama è a 360° e non si segue la cresta ma si scende in direzione nord-ovest stando sul Sentiero CAI 633 che passa vicino a una sorgente e sotto lo sprone del monte Prado (Sassofratto). Usciti dal piccolo boschetto ci aspetta l’ultimo strappo che costeggiando il versante est del monte Cipolla ci porta al Lama lite e da qui in pochi minuti al Rifugio Battisti.Questa è senza dubbio l’escursione più breve di accesso al Rifugio Battisti per chi proviene dalla toscana ma anche partendo dal Passo Radici o addirittura da San pellegrino in Alpe si arriva ugualmente al rifugio, certo che la strada sarà più lunga ma non meno interessante. Il versante emiliano dopo Bocca di Massa presenta scenari vari e si passa sotto le moli del monte Cella e Vecchio e sotto la bellissima forma del Sasso Fratto, la fonte non sempre fornisce acqua, specialmente a estate inoltrata. Escursione molto bella!
Il paese più comodo da dove iniziare l’escursione è Casone di Profecchia raggiungibile dalla strada che porta al Passo delle Forbici, e da qui seguire l’itinerario 4.
Sentiero CAI 635Sentiero Airone 3
Dal piazzale del Centro Visitatori del Parco dell'Orecchiella si scende alla strada sottostante e, attraversatala, si segue il tratturo che la costeggia parallelamente per ricondurci ad una freschissima sorgente da dove si imbocca lo sterrato che seguiremo per pochi minuti fino ad un´altra sorgente nelle vicinanze dei "faggioni" da dove si stacca il sentiero che corre in foresta fino alle ampie radure della Riserva di Lamarossa. Da qui il sentiero, comune al CAI 66, raggiunge Bocca di Scala, proseguendo con il CAI 64 fino ad innestarsi sul crinale all´altezza del Monte Vecchio. Seguendo il crinale appenninico verso sinistra si raggiunge il Monte Prato, la vetta più alta della Toscana ( 2054 metri slm ) da cui si raggiunge facilmente il Rifugio Cesare Battisti.